A Meta non piace come i dipendenti usano i buoni pasto e li licenzia

Meta, l’azienda che ci ha abituati a cuoricini, pollici alzati e realtà virtuali immersive, ha trovato un nuovo modo di definire “efficienza”: licenziamenti per chi usa i buoni pasto in modo creativo.

Sembra infatti che non sia sufficiente costruire il metaverso e rivoluzionare il modo in cui interagiamo online; bisogna anche fare attenzione a come si usano quei preziosi buoni pasto. Un detersivo per il bucato o, ancor peggio, dei bicchieri da vino ordinati con il buono pasto potrebbero essere considerati crimini aziendali degni di licenziamento.

Sembra incredibile, ma per Meta – l’azienda con una visione futuristica tanto ambiziosa da volerci tutti a vivere e lavorare in mondi digitali – il problema risiede in qualche dollaro speso in modo “inappropriato”.

Secondo una fonte interna, un’indagine ha scoperto che alcuni dipendenti della sede di Los Angeles hanno osato deviare dall’uso canonico dei buoni pasto, usandoli per acquistare cibo non strettamente legato alle ore in ufficio o, peggio ancora, farsi consegnare la cena a domicilio.

Eppure, negli uffici principali di Meta come quello di New York, i dipendenti possono godere di mense degne di un ristorante di lusso, con stand culinari gratuiti. Ma se lavori in un ufficio senza mensa, come quelli più piccoli, ecco che i buoni pasto diventano la tua ancora di salvezza. Fino a quando non compri il detersivo, ovviamente.

Meta non si limita a puntare il dito sugli impiegati di medio livello per questioni come questa. La sua ambizione è stata ben rappresentata dai tagli di personale che hanno toccato ben 20.000 dipendenti nel 2023.

Il CEO Mark Zuckerberg ha descritto questo come il suo “anno di efficienza”, un modo elegante per dire che l’azienda ha tagliato posti di lavoro e riorganizzato i team per risolvere problemi di calo dei ricavi e crescita stagnante.

E così, tra un risparmio e l’altro, Meta ha trovato il modo di licenziare anche Jane Manchun Wong, una brillante ricercatrice nel campo della sicurezza, famosa per aver previsto funzionalità social prima del loro annuncio ufficiale.

Assunta a giugno 2023 per lavorare su Instagram e Threads, Wong è stata travolta dall’ondata di ristrutturazioni come altri, mostrando che in Meta, non importa quanto talento tu abbia, se le risorse devono essere riallineate, non c’è scampo.

Tutto ciò ci porta a riflettere: Meta, che si vanta di creare mondi virtuali dove la gente può interagire e vivere in modi nuovi, sembra essere molto più severa quando si tratta di mondi reali e soprattutto di buoni pasto.

Può sembrare surreale, ma forse è proprio così che funziona la nuova “efficienza” nel colosso dei social media: mentre si pianifica un futuro virtuale all’avanguardia, nel presente si risparmia licenziando per un bicchiere di vino o per un piatto di spaghetti consegnati a casa.

Questa gestione quasi paradossale, tra sogni di rivoluzione digitale e rigore burocratico, ci lascia immaginare che forse un giorno potremmo essere licenziati anche nel metaverso, magari per aver ordinato un panino virtuale con i punti sbagliati.