La matrice del Razzismo

di Alfredo Facchini

“È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo”.

È il 14 luglio del 1938 su “Il Giornale d’Italia” viene pubblicato il “Manifesto della razza”, sottoscritto da una dozzina di scienziati italiani.

Documento che anticipa uno dei prodotti più osceni fabbricati fal Fascismo: la promulgazione della legislazione razziale. (settembre-ottobre 1938).

“La popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana … Esiste ormai una pura “razza italiana”… È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra… I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo … Gli ebrei non appartengono alla razza italiana”. Un delirio.

È questo il nucleo ideologico del razzismo e dell’antisemitismo. Già nel 1921, Giovanni Preziosi, pubblica la traduzione italiana dei “Protocolli dei Savi anziani di Sion”, un documento falso prodotto all’inizio del secolo nella Russia zarista e da allora in poi sfruttato come “prova” della congiura ebraica mondiale.

La svolta razzista in Italia si celebra con la guerra d’Etiopia (1935/36), dove la propaganda di regime afferma il concetto della superiorità razziale dei “puri italiani” rispetto alle popolazioni africane.

Le leggi razziali del 1938 trovano un paese pronto ad accoglierle con indifferenza, quando non con condiscendenza.

Quest’ultimo atteggiamento si riscontra facilmente nel caso dei delatori, cioè gli italiani “ariani” pronti a denunciare membri della comunità ebraica per reati quali il possesso di apparecchi radiofonici o l’assunzione di personale di servitù di “razza ariana”. [Anpi]

Tra l’estate del 1940 e quella del 1943 circa 400 ebrei italiani antifascisti e 6.000 ebrei stranieri vengono internati in campi di concentramento o confinati. [Avagliano-Palmieri]

Con lo scopo di lavare il cervello degli italiani nel 1938 viene data alle stampe la rivista quindicinale “La difesa della razza”, che vede come capo redattore, Giorgio Almirante, che scrive schifezze di questo tenore:”Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza”.

Almirante nel dopoguerra fonda il Movimento sociale italiano e ne prende la guida. Sono quelli della Repubblica di Salo’. Fascisti-fascisti.

È il 1946. Palmiro Togliatti firma l’amnistia per migliaia di assassini fascisti. Da allora non si sono mai fatti i conti fino in fondo con i misfatti del “Ventennio”.

Basta sfogliare le sentenze della Corte Costituzionale in tema di apologia di fascismo. O l’inapplicata legge Mancino lasciata alla discrezionalità dei giudici. O la mancata approvazione della Legge Fiano.

In Germania se sei nazista vai in galera. Dritto dritto. Ecco perché la pianta velenosa del fascismo non è stata ancora estirpata. La memoria in Italia è un mucchio di specchi rotti. L’antifascismo è addirittura una colpa.

I partigiani hanno insegnato che anche il meno fascista fra i fascisti è fascista.

Alfredo Facchini