Affitti bloccati e trasporti gratuiti: inizia l’era Mamdani

New York ha fatto una cosa che nel resto d’America sembra ancora fantascienza: ha preso l’uomo che Trump indicava come “il suo” in città – Andrew Cuomo, riciclato indipendente e tenuto in piedi dal tycoon – e lo ha fermato. Non l’ha solo fermato: lo ha scavalcato con più di un milione di voti per Zohran Mamdani, 34 anni, musulmano, socialista, con un programma fatto di affitti bloccati e autobus gratis.

È il contrario esatto dell’agenda trumpiana. Ed è successo nella città in cui Trump è nato. C’è un dato chiave perché racconta la stanchezza. Alle presidenziali del 2024 Trump a New York città aveva fatto un risultato insolito per un repubblicano. Ieri Cuomo, che negli ultimi giorni aveva chiesto apertamente ai trumpiani di mollare il candidato repubblicano Sliwa e di votare “contro il socialista”, è arrivato praticamente a pescare nello stesso bacino: distretti ebraici più conservatori, Staten Island repubblicana, pezzi di Brooklyn ostili alla sinistra. Ma lì si è fermato.

La città non è andata oltre il voto “anti-Mamdani”. Mamdani invece ha sfondato: affluenza da anni ’60, oltre un milione di voti. Tradotto: la maggioranza attiva della città ha scelto il candidato che Trump minacciava. Segno che a New York, di Trump e del trumpismo, ne hanno le palle piene.

Occhio però: New York non è gli Stati Uniti. È un inner circle super-democratico, iper-denso, dove la coalizione è una miscela rara: giovani gentrifier, immigrati della classe operaia, pezzi di Brooklyn benestante progressista, comunità nere e latine stanche del caro-vita. In questo contesto, il messaggio “questa città è vostra, ve la rendiamo vivibile” ha una potenza che a Columbus, in Ohio, non è scontata.

E infatti Cuomo ha vinto proprio dove aveva vinto Trump nel 2024: i recinti identitari e conservatori. È fuori da quei recinti che ha dilagato Mamdani. Quello, fuori da New York, non lo replichi pari pari.
Che cosa dice allora questo voto al Partito democratico nazionale?

“Occupy Wall Street” by InSapphoWeTrust is licensed under CC BY-SA 2.0.

La rottura con Trump funziona meglio se è diretta. Mamdani non ha fatto il moderato che evita di nominarlo. Gli ha parlato addosso, lo ha ricollocato nella sua forma più odiosa per i newyorchesi: il cattivo proprietario, il miliardario che trucca le regole, la corruzione fatta persona. Ha tolto a Trump la maschera nazionale e lo ha mostrato come un ricco di New York. In città questo funziona.

Ma ha vinto perché parlava di cose che costano. Affitti congelati, bus gratis, asili e case popolari rimesse a posto. È questa parte che ha aperto le porte nei quartieri neri e latini che alle primarie lo avevano guardato con sospetto. È questa parte che ha trasformato la candidatura simbolica (giovane, musulmano, socialista) in una candidatura di governo. Senza quella, restava un bel discorso.

Il paradosso è che la stessa giornata ha dimostrato anche l’altra strada: i democratici possono vincere pure con profili più moderati, come è successo per i governatori. Quindi il segnale che parte da New York non è “tutti socialisti”, ma “si può battere il trumpismo pure andando in avanti sul sociale”. È una notizia, dopo anni in cui sembrava che l’unico modo fosse inseguire il centro.

Resta il punto politico: la speranza che l’America sia stufa di Trump riparte da New York, ma non può fermarsi lì. Per andare in Pennsylvania, Michigan, Arizona bisogna scegliere cosa portarsi dietro da questa vittoria. Sicuramente due cose: il coraggio di nominare il nemico (e di farlo con linguaggio semplice) e l’idea che la politica deve abbassare il costo di vita, non solo raccontare la democrazia in astratto. Il resto – la mappa elettorale di New York, i quartieri super-progressisti, la mobilitazione musulmana e sud-asiatica, la densità di servizi – è specifico della città.

Mamdani, nel suo discorso, lo ha detto nella forma più newyorchese possibile: “se c’è qualcuno che può mostrare come si sconfigge Trump, è la città che lo ha generato”. La nostra versione è meno elegante ma più utile: si comincia qui, non finisce qui. Adesso tocca ai democratici capire qual è la parte “New York” e qual è la parte “esportabile”. Perché la città ha appena dimostrato che il trumpismo non è invincibile. Ma ha anche ricordato che New York non è l’America, è solo la luce accesa nel momento giusto.

“Zohran Mamdani at the Resist Fascism Rally in Bryant Park on Oct 27th 2024” by Bingjiefu He is licensed under CC BY-SA 4.0.