L’1% per cento degli indiani possiede il 40% della ricchezza del Paese
Diogenenews 21/03/2024: Uno studio chiamato “Income and Wealth Inequality in India, 1922-2023: The Rise of the Billionaire Raj”, condotto da Thomas Piketty della Paris School of Economics, Lucas Chancel della Harvard Kennedy School e Nitin Kumar Bharti della New York University, rivela che l’1% della popolazione indiana detiene il 40% della ricchezza nazionale. Questi autori, appartenenti al World Inequality Lab, evidenziano come, dal 2000 in poi, la disuguaglianza in India abbia raggiunto livelli senza precedenti, culminando nel biennio 2022-2023 nella distribuzione di ricchezza più ineguale mai registrata nel paese. In questo periodo, il segmento più ricco della popolazione ha guadagnato il 22,6% del reddito totale e posseduto il 40,1% della ricchezza complessiva. La ricerca posiziona l’India al vertice della disuguaglianza globale, superando nazioni come il Sudafrica, il Brasile e gli USA, e classificandosi prima solo rispetto a pochi altri paesi come il Perù e lo Yemen. I ricercatori suggeriscono che imponendo una “super tassa” del 2% sul patrimonio delle 167 famiglie più facoltose dell’India, si potrebbe ottenere un immediato aumento dello 0,5% nelle entrate fiscali. Queste risorse extra potrebbero essere investite in sanità, educazione e nutrizione, beneficiando così l’intera popolazione indiana, non solo l’élite, facilitando una partecipazione più equa ai benefici della globalizzazione. (Diogenenews 21/03/2024)
Roma, capitale del divario del costo degli affitti tra offerta e aspettative degli inquilini
Diogenenews 21/03/2024: HousingAnywhere, la piattaforma leader in Europa per la locazione di medio termine, ha pubblicato il suo primo monitoraggio del divario di affitto, che evidenzia la discrepanza tra i canoni di locazione proposti sul mercato e le aspettative di prezzo degli inquilini in cerca di casa. Nelle città come Colonia, il divario è evidente, con una differenza relativa del 47,1% e un gap assoluto di 477 euro, mentre a Rotterdam, che si colloca all’ultimo posto nella classifica del monitoraggio, il divario è solamente del 3,1%, equivalente a 47 euro. Roma presenta il secondo divario più elevato in termini percentuali (35,2%) e il più ampio in termini assoluti, con inquilini che cercavano alloggi a 521 euro meno del prezzo medio di mercato. Il fenomeno dell’ampia disparità tra i prezzi di mercato e le aspettative di spesa degli inquilini si riscontra in diverse città europee, mostrando le difficoltà incontrate nel trovare abitazioni a prezzi conveniente in mercati altamente competitivi. Tuttavia, è stato notato un calo di questa discrepanza in 14 delle 23 città esaminate rispetto all’anno precedente. Dallo studio di HousingAnywhere emerge che l’aumento dei canoni di locazione rilevato sulla piattaforma alla fine del 2023 ha registrato il più basso incremento annuo negli ultimi due anni, offrendo una speranza per la questione dei costi abitativi. Il monitoraggio confronta i prezzi medi degli appartamenti (principalmente ammobiliati) presenti sulla piattaforma con il prezzo massimo che gli utenti sono disposti a pagare, secondo i filtri di ricerca. Attraverso l’analisi di oltre 2,9 milioni di ricerche in 23 città europee negli ultimi trimestri del 2023 e del 2022, si è scoperto che a Roma il canone medio è di 2.000 euro, mentre gli inquilini speravano in un prezzo di 1.479 euro, risultando in un divario di 521 euro. Città italiane come Milano, Torino e Firenze mostrano significative differenze di prezzo, benché tutte abbiano visto ridursi tali divari rispetto all’anno scorso. La Germania si distingue per il maggiore divario tra le aspettative di spesa e i prezzi effettivi di locazione, con Colonia al primo posto per la discrepanza più grande. In Portogallo, l’aumento dei canoni a Porto ha allargato il divario di prezzo, mentre Lisbona ha visto una notevole diminuzione. Nei Paesi Bassi, Rotterdam emerge per il suo divario minimo tra aspettative e prezzi di mercato, contrariamente ad Amsterdam con una discrepanza più significativa. Madrid e Valencia in Spagna hanno registrato un incremento dei loro divari di budget, al contrario di Barcellona, che ha mostrato una tendenza opposta. Questo report si concentra su una particolare categoria di inquilini senza specificare il loro stato economico, evidenziando un mercato delle locazioni che non riesce a soddisfare adeguatamente né l’alta domanda né l’offerta tra gli inquilini. (Diogenenews 21/03/2024)
Il prezzo dell’oro raggiunge valori record anche a causa delle guerre in corso
Diogenenews 21/03/2024: Il valore dell’oro ha raggiunto livelli senza precedenti, superando i 2.200 dollari per oncia (31,103 grammi) dopo una recente impennata, segnando un picco di 2.205,4 dollari. Tale aumento è seguito alla decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi di interesse, annunciando possibili riduzioni future, la prima delle quali attesa per giugno. Questo movimento ha rafforzato l’oro come bene rifugio, soprattutto in un periodo caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche. Negli ultimi anni, il prezzo dell’oro aveva superato brevemente i 2.000 dollari, ma da metà dicembre è rimasto costantemente sopra questa soglia. Il mercato si interroga sulle cause di tale rally, con molti che attribuiscono il fenomeno alle aspettative di un imminente taglio dei tassi d’interesse in USA e Europa. Jerome Powell, presidente della Fed, ha suggerito che ci potrebbero essere margini per la riduzione dei tassi nel 2024, a patto che l’inflazione si avvicini al target del 2%. Oltre alle dinamiche dei tassi d’interesse, un altro fattore chiave sembra essere l’aumento degli acquisti di oro da parte delle banche centrali globali, stimolati anche dai rischi geopolitici crescenti, come i conflitti in Medio Oriente e Ucraina, oltre al recente sviluppo nelle tensioni tra USA e Cina. Questi elementi rafforzano il ruolo dell’oro come investimento “porto sicuro”, aumentandone la domanda e il prezzo in un contesto di incertezza globale. (Diogenenews 21/03/2024)
Etiopia, i bancomat della Banca Commerciale danno ai clienti più soldi di quelli sui loro conti correnti. Perdite per 40 milioni di euro
Diogenenews 21/03/2024: Durante l’ultimo fine settimana, un errore tecnico ha permesso ai clienti della Commercial Bank of Ethiopia, una delle maggiori banche statali del paese, di prelevare fondi eccedenti il saldo disponibile nei loro conti. Prima che la banca identificasse e interrompesse le operazioni illecite il sabato mattino, numerose persone avevano già trasferito o prelevato denaro, trasferendolo anche su conti di altre banche. Il presidente Abe Sano ha minimizzato l’entità del danno finanziario rispetto all’intero volume d’affari della banca, pur senza specificare l’importo esatto sottratto, che secondo alcuni media locali si aggirerebbe attorno ai 40 milioni di euro. La banca è ora impegnata nel tentativo di recuperare i fondi sottratti, sebbene non sia stato reso noto quanto successo stia avendo in quest’operazione. La notte dell’incidente, molti studenti universitari hanno prelevato denaro, spinti dalle voci diffuse attraverso social media e applicazioni di messaggistica come Telegram e WhatsApp fin dal venerdì pomeriggio. Secondo testimoni intervistati dalla BBC etiope, davanti agli sportelli automatici di alcuni campus universitari si sono formate lunghe code, interrotte solo dall’intervento della polizia. Nonostante ciò, molti hanno continuato a effettuare trasferimenti di denaro verso altre banche fino al mattino seguente, con circa 490.000 bonifici registrati in quel lasso di tempo. La banca ha potuto risolvere il malfunzionamento solo diverse ore dopo l’incidente, sospendendo temporaneamente le transazioni sabato mattina per risolvere il “problema di sistema” segnalato. La normalità è stata poi ripristinata nel corso della giornata. È stato chiarito che il disguido, avvenuto durante la manutenzione di routine, non è stato causato da un cyber-attacco e che nessun conto cliente è stato direttamente svuotato. Durante una conferenza stampa tenutasi il lunedì successivo, Sano ha annunciato l’avvio delle procedure per il recupero dei fondi e ha rassicurato che il danno è stato limitato grazie al blocco automatico dei conti coinvolti nei trasferimenti illeciti. La banca sta collaborando con altre istituzioni finanziarie per il recupero dei fondi trasferiti. Riguardo ai prelievi dagli sportelli, è stata offerta la possibilità di restituire i fondi senza incorrere in sanzioni penali, anche se alcuni studenti che hanno tentato di restituire il denaro sono stati fermati per interrogatori. Uno studente dell’Università di Jimma ha riferito che, nonostante la presenza della polizia, nessuno dei suoi compagni sembra intenzionato a restituire il denaro prelevato. (Diogenenews 21/03/2024)
Uk: mai così alto il numero di persone in povertà assoluta, 12 milioni nel 2023
Diogenenews 21/03/2024: Recenti statistiche indicano un incremento senza precedenti della povertà assoluta nel Regno Unito, il maggiore registrato negli ultimi tre decenni, a seguito della crisi energetica. L’escalation dei costi energetici, scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina, ha portato un significativo numero di individui a sprofondare nella povertà assoluta. Il totale ha raggiunto i 12 milioni di persone nel periodo 2022-2023, segnando un aumento di 600.000 persone, o 0,78 punti percentuali. Questa condizione di povertà assoluta è quella riferita dal Primo Ministro per descrivere le condizioni di vita nel paese. Senza l’intervento del governo, tramite aiuti finanziari diretti per far fronte alle spese quotidiane, il numero di famiglie in difficoltà sarebbe stato ancora più alto. Il ministro del Lavoro e delle Pensioni, Mel Stride, ha evidenziato come il Regno Unito abbia messo in campo il più ampio pacchetto di misure di sostegno in Europa per affrontare la crisi del costo della vita, valutato in media 3.800 sterline per nucleo familiare. Grazie a queste iniziative, si stima che 1,3 milioni di persone abbiano evitato di cadere in povertà nel 2022-2023. La povertà viene calcolata in base a due indicatori principali: la povertà assoluta, definita in relazione al tenore di vita possibile con un reddito medio nell’anno fino a marzo 2011, e la povertà relativa, che considera chi guadagna meno del 60% del reddito medio attuale. Esistono varianti di queste misurazioni che tengono conto del reddito disponibile prima o dopo le spese per l’alloggio. I dati emersi sono stati raccolti prima dell’incremento del 10% dei sussidi e delle pensioni, introdotto nell’aprile 2023. Il Partito Laburista ha criticato duramente questi risultati, definendoli “disastrosi”. Alison McGovern, ministro ombra per l’occupazione e la sicurezza sociale, ha accusato il governo conservatore di aver deteriorato l’economia e generato una crisi dei costi di vita, spingendo innumerevoli famiglie nella povertà e milioni di bambini in condizioni di grave disagio. (Diogenenews 21/03/2024)
Built for Zero: la contea di Hennepin, in Minnesota, sta risolvendo il problema dei senzatetto cronici
Diogenenews 21/03/2024: Karen Staples Gonzalez ha trascorso gli anni dal 2015 al 2023 vivendo in condizioni di estrema precarietà, abitando nella sua automobile insieme a suo figlio. La loro situazione è cambiata radicalmente quando sono entrati in contatto con i servizi sociali della contea di Hennepin, nel Minnesota, che hanno offerto loro supporto concreto. Questo intervento faceva parte di un’iniziativa più ampia mirata a indagare e assistere i residenti che vivono in condizioni di povertà cronica, visitandoli regolarmente e fornendo loro assistenza diretta e personalizzata. L’incontro iniziale con i servizi sociali, avvenuto ad aprile, ha portato a un cambiamento significativo nella vita di Gonzalez e di suo figlio. Dopo diversi mesi di valutazioni e interventi, a dicembre hanno ricevuto un alloggio stabile. La nuova casa si trova nel cuore di Minneapolis, in una posizione da lei sempre desiderata, vicino al fiume Mississippi. Questa transizione ha rappresentato per Gonzalez un notevole cambiamento, aprendo una nuova fase della sua vita caratterizzata da una rinnovata stabilità e sicurezza. Il processo attraverso il quale la contea di Hennepin ha assistito Gonzalez e suo figlio è frutto di un’approfondita strategia di analisi e intervento, volto a mappare accuratamente le situazioni di senzatetto cronico per offrire soluzioni efficaci e personalizzate. L’obiettivo dichiarato dai responsabili del programma è quello di eradicare completamente il fenomeno della povertà cronica entro il 2025, adottando un approccio che pone al centro la persona e le sue esigenze specifiche. Prima di implementare questo sistema di raccolta dati avanzato, le stime indicavano che circa 900 individui fossero affetti da senzatetto cronico ogni giorno. Tuttavia, grazie a un lavoro di campo meticoloso, che ha visto gli assistenti sociali impegnati in un dialogo costante con chi vive in strada, è emerso che il numero reale era significativamente inferiore, circa 350 persone, rendendo il problema più gestibile di quanto inizialmente previsto. I lavoratori sociali hanno sviluppato piani d’azione individualizzati, superando ostacoli personali e burocratici per facilitare l’accesso a risorse e alloggi adeguati. Il programma prevede vari tipi di assistenza, dalla copertura parziale all’intero costo dell’affitto, mirando a rendere i beneficiari autonomi e a prevenire il ritorno alla condizione di senzatetto. La contea di Hennepin è parte integrante del movimento “Built for Zero”, coordinato dall’organizzazione non profit Community Solutions, che aggrega oltre 100 comunità impegnate nella lotta alla povertà cronica attraverso l’ottimizzazione dei sistemi di raccolta dati. Questo approccio ha permesso di realizzare progressi significativi, con la contea che, dal 2018, ha assicurato alloggi stabili a 1.628 individui precedentemente senza dimora, mantenendone oltre il 90% in condizioni di stabilità abitativa. I fondi per sostenere tali iniziative provengono da una combinazione di assistenza governativa, donazioni da parte di organizzazioni no-profit, imprese e cittadini. L’impegno della contea di Hennepin dimostra che fornire alloggi adeguati rappresenta una soluzione efficace al problema della povertà cronica, puntando a un sistema che prevenga l’insorgenza di nuovi casi. In questo quadro più ampio, la storia di Karen Gonzalez simboleggia una speranza tangibile: da una vita di incertezze a una di stabilità e sicurezza, con la possibilità di accogliere e aiutare amici e conoscenti ancora in difficoltà. Il suo racconto evidenzia l’importanza di interventi mirati e personalizzati per affrontare le cause profonde della povertà cronica, con l’obiettivo ultimo di garantire a tutti una casa e una vita dignitosa. (Diogenenews 21/03/2024)
Il Botswana minaccia di inviare 10.000 elefanti a Hyde Park per la caccia ai trofei
Diogenenews 21/03/2024: Politici e diplomatici del Botswana sono attualmente a Londra per protestare contro un potenziale divieto ai cacciatori di safari del Regno Unito di importare trofei delle loro prede. Il disegno di legge sulla proibizione dei trofei di caccia dovrebbe essere presentato in seconda lettura alla Camera dei Comuni venerdì, e funzionari del Botswana e di altre cinque nazioni dell’Africa meridionale sono nel Regno Unito per condurre una campagna contro questa legge. Funzionari del paese africano affermano che un divieto avrebbe un impatto negativo sulle entrate della caccia ai safari, ostacolerebbe la conservazione della fauna selvatica, renderebbe più difficili gli sforzi anti-bracconaggio e impoverirebbe gli abitanti dei villaggi africani che si guadagnano da vivere con questo turismo. Dumezweni Mthimkhulu, ministro della fauna selvatica del Botswana, ha dichiarato: “Spero che se la mia offerta di elefanti sarà accettata dal governo britannico, verranno tenuti nell’Hyde Park di Londra perché tutti vanno lì. “Voglio che i britannici abbiano un assaggio di convivenza con gli elefanti, che travolgono il mio paese. In alcune zone ci sono più bestie che persone. «Stanno uccidendo i bambini che si mettono sulla loro strada. Calpestano e mangiano i raccolti dei contadini lasciando gli africani affamati. Rubano l’acqua dai tubi che scorre alla gente. Hanno perso la paura degli umani. «Il numero degli elefanti, proprio come quello dei cervi scozzesi, deve essere controllato. I cacciatori nelle Highlands pagano per sparare ai cervi e mettere le loro corna sulle mura. Allora perché la Gran Bretagna sta cercando di impedire all’Africa di fare lo stesso? “Il Botswana è il paese di maggior successo al mondo nella cura di elefanti, bufali e leoni. Non vogliamo interferenze coloniali da parte della Gran Bretagna. Ancora non pervenute le proteste dei movimenti animalisti. (Diogenenews 21/03/2024)
In Germania chi è povero muore prima, nonostante l’aspettativa media di vita sia aumentata nel Paese
Diogenenews 21/03/2024: Negli ultimi anni, in Germania, si è registrato un incremento dell’aspettativa di vita, con uomini e donne che vivono mediamente 14 anni in più rispetto al 1950. Tuttavia, recentemente questa crescita ha subito un rallentamento, parzialmente spiegato dalla pandemia di coronavirus, ma anche dall’ampliarsi delle disparità economiche. Secondo il Dr. Frank Lehmann della Società tedesca di medicina sociale e prevenzione, il divario tra ricchi e poveri sta incidendo sulla riduzione dell’aspettativa di vita, in particolare nelle classi socialmente svantaggiate. Un’indagine del 2014 dell’Istituto Robert Koch ha evidenziato come l’aspettativa di vita vari significativamente in base al reddito, con le persone più abbienti che vivono circa dieci anni in più rispetto a quelle meno fortunate. Queste ultime, infatti, presentano una maggiore incidenza di malattie croniche e uno stile di vita meno salutare, influenzato da fattori come stress, alimentazione inadeguata e minore attività fisica. Nonostante la quasi totalità dei tedeschi sia coperta da assicurazione sanitaria, le condizioni socio-economiche giocano un ruolo cruciale nella determinazione dello stato di salute. Lehmann sottolinea che il 70% di queste disparità è attribuibile a fattori legati allo stile di vita e alle condizioni abitative, mentre solo il 30% dipende dall’accesso alle cure mediche. Le persone a basso reddito sono anche più esposte a lavori fisicamente impegnativi e ambienti inquinati, aumentando il rischio di malattie correlate. Inoltre, il livello educativo influisce notevolmente sulle opportunità lavorative e sulla consapevolezza in tema di salute, perpetuando il ciclo di povertà e malattia. Per contrastare questo fenomeno, Lehmann propone un approccio olistico che prenda le mosse dall’infanzia, coinvolgendo uffici di assistenza sociale, istituzioni mediche e servizi per l’infanzia in un lavoro di rete volto a garantire un supporto equo fin dalle prime fasi della vita. Questo impegno congiunto mira a creare un circolo virtuoso capace di interrompere la spirale discendente legata alla disuguaglianza sociale e sanitaria. (Diogenenews 21/03/2024)
Elezioni Europee, il monito dell’Unicef: povertà e salute mentale minacciano i diritti dei bambini
Diogenenews 21/03/2024: Con l’avvicinarsi delle elezioni europee previste per il prossimo giugno, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, come molti altri attori sociali, sta mettendo in campo le sue pedine affinché le sue preoccupazioni vengano prese in considerazione durante la prossima legislatura. Se “l’Unione europea è una delle regioni più prospere del mondo, i diritti di troppi bambini all’interno dei suoi confini sono minacciati o addirittura negati”, sottolinea, nel rapporto pubblicato lunedì dall’organizzazione, Bertrand Bainvel, dell’Unicef rappresentante presso le istituzioni europee. Secondo questo rapporto, quasi 20 milioni di bambini (o uno su quattro) erano a rischio di povertà o esclusione sociale nell’UE nel 2022, quasi un milione in più rispetto al 2019. Secondo l’Unicef, i disturbi di salute mentale – principalmente ansia e depressione – hanno colpito più di 11 milioni di bambini e giovani europei (fino a 19 anni) nel 2019, un quinto dei quali erano adolescenti (15-19 anni). L’inquinamento minaccia anche la salute dei bambini mentre, secondo uno studio dell’OMS del 2020 citato dall’Unicef, quasi un bambino su 20 è esposto ad elevati livelli di inquinamento a causa dei pesticidi. Questa esposizione provoca “effetti nocivi sulla salute e ritardi nello sviluppo”. L’organizzazione aggiunge che nel 2019 – ultimo dato disponibile – sono morti 472 bambini e ragazzi, la stragrande maggioranza dei quali (93%) aveva meno di un anno. Anche la violenza sessuale non risparmia i bambini europei. Le tecnologie digitali – che portano anche molti benefici, rileva l’Unicef – hanno aperto “la porta ad alcuni rischi importanti come le molestie informatiche e lo sfruttamento sessuale”. Secondo il rapporto, un bambino su otto di età compresa tra 12 e 12 anni si trova “regolarmente confrontato con richieste sessuali indesiderate online”. L’UE deve affrontare questi fenomeni per proteggere al meglio le generazioni future, sostiene l’UNICEF, che formula diverse raccomandazioni, come l’adozione di una strategia globale per la salute mentale o un aumento degli investimenti nei servizi essenziali per i bambini. All’inizio del 2022, nell’UE vivevano circa 81 milioni di bambini, pari a circa il 18% della popolazione europea. Secondo il rapporto Unicef, poco meno di un quarto delle famiglie europee aveva figli nel proprio nucleo familiare. Circa il 68% dei bambini viveva in una famiglia con capofamiglia e il 12% in una famiglia con un solo genitore. (Diogenenews 21/03/2024)
Piovertà energetica: dieci milioni di polacchi potrebbero non riuscire più a pagare le bollette
Diogenenews 21/03/2024: Le proiezioni attuali suggeriscono che la Polonia ha come obiettivo la riduzione della povertà energetica a non oltre l’11% entro il 2030 e al 7% entro il 2040, come riportato nell’aggiornamento del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC). Questo scenario implica che una parte significativa della popolazione, calcolata dagli esperti in dieci milioni di persone, potrebbe non essere in grado di coprire i propri bisogni energetici primari. Il PNIEC è un documento strategico per il settore energetico polacco, delineando la traiettoria di sviluppo e le possibili conseguenze delle politiche governative. Il Ministero del Clima e dell’Ambiente polacco sta elaborando nuove strategie per tutelare i cittadini meno abbienti dagli incrementi dei costi energetici. Paulina Hennig-Kloska, capo del ministero, ha comunicato che sono state già proposte nuove misure di sostegno, in attesa di approvazione dal Ministero delle Finanze. La Polonia mira a eliminare completamente la povertà energetica, stando alle dichiarazioni del vice ministro Urszula Zielińska. Tuttavia, nonostante la Politica Energetica della Polonia fino al 2040 (PEP 2040) prevedesse una diminuzione della povertà energetica al 6% entro il decennio, il nuovo documento non specifica un obiettivo simile, segnalando una discrepanza significativa che interessa oltre 600.000 famiglie, secondo “Dziennik Gazeta Prawna”. I dati dell’Ufficio Centrale di Statistica mostrano che, nonostante alcuni miglioramenti negli indicatori UE per la Polonia, il problema della povertà energetica rimane pressante, con l’11% della popolazione coinvolta. Gli esperti esprimono preoccupazione per l’ammissione di un possibile aumento di tale fenomeno nei prossimi anni, vedendolo come un segnale allarmante. Il governo ha annunciato l’introduzione di una soglia di reddito per l’accesso ai sussidi statali nel settore energetico, mirando a supportare in particolare coloro che sono maggiormente colpiti dalla povertà energetica. Entro la fine del 2023, è stata adottata una legislazione che estende le attuali misure di protezione per i consumatori di elettricità, gas e calore fino alla prima metà del 2024, includendo la definizione di prezzi massimi per l’energia elettrica per le famiglie e le piccole-medie imprese fino a un certo limite di consumo. (Diogenenews 21/03/2024)


