Negli ultimi anni, l’aumento del numero di indiani che guadagnano più di 10 crore di rupie (1,1 milioni di euro) all’anno ha evidenziato un divario crescente tra la classe ricca emergente e la popolazione generale.
Il 63% di incremento negli ultimi cinque anni per coloro che guadagnano oltre tale cifra riflette un’accumulazione di ricchezza concentrata in una fascia ristretta di individui, con circa 31.800 persone in questa categoria.
Allo stesso tempo, coloro che guadagnano più di 5 crore di rupie (550.000 euro) sono aumentati del 49%, arrivando a 58.200 individui, dimostrando una crescente polarizzazione economica.
Tuttavia, questa crescita di ricchezza va in netto contrasto con la realtà che affronta la maggioranza degli indiani. Secondo il World Poverty Clock, circa il 10% della popolazione indiana (oltre 140 milioni di persone) vive ancora sotto la soglia di povertà, definita con un reddito inferiore a 1,90 dollari al giorno (circa 1,75 euro).
Questo rappresenta un divario sconcertante: mentre la ricchezza dei ricchi sta crescendo a ritmi esponenziali, una parte significativa della popolazione continua a lottare per soddisfare i bisogni fondamentali.
Il reddito annuale medio di un lavoratore indiano, secondo il World Bank Group, è di circa 135.000 rupie (circa 1.485 euro). Ciò significa che un individuo appartenente alla fascia di reddito più alta, con un guadagno di 10 crore di rupie (1,1 milioni di euro), guadagna oltre 740 volte il reddito medio annuale di un lavoratore indiano. Questa disparità di reddito sottolinea l’entità del divario economico.

Nel frattempo, la ricchezza cumulativa degli individui che guadagnano più di 10 crore di rupie (1,1 milioni di euro) all’anno ha raggiunto i 38 lakh crore di rupie (418 miliardi di euro), mentre coloro che guadagnano oltre 5 crore di rupie (550.000 euro) hanno un reddito totale di 40 lakh crore di rupie (440 miliardi di euro).
Se si confrontano questi dati con la realtà di milioni di indiani che vivono con meno di 1.000 euro all’anno, emerge un quadro di disuguaglianza estrema.
Questo divario non riguarda solo il reddito, ma anche l’accesso alle opportunità. Mentre i ricchi continuano a espandere le proprie risorse, le fasce più povere della popolazione indiana affrontano difficoltà economiche strutturali come mancanza di accesso a istruzione di qualità, assistenza sanitaria e opportunità di lavoro stabile.
Anche la gestione della ricchezza è fortemente sbilanciata: solo il 15% della ricchezza finanziaria in India è gestita professionalmente, rispetto al 75% nei Paesi più sviluppati, un fattore che amplifica ulteriormente le sfide per i meno abbienti nel creare ricchezza a lungo termine.
In conclusione, mentre il numero di nuovi ricchi in India continua a crescere, il divario tra i più ricchi e il resto della popolazione si allarga in modo allarmante, mettendo in evidenza le disuguaglianze che caratterizzano il panorama economico indiano.
Questa polarizzazione economica rischia di rafforzare le disuguaglianze sociali, accentuando la differenza tra chi ha accesso alle opportunità e chi lotta per sopravvivere quotidianamente.



