Negli ultimi anni, l’idea di un reddito garantito ha guadagnato terreno, in particolare grazie al sostegno di figure influenti della Silicon Valley come Sam Altman, Elon Musk e Jack Dorsey. Questo concetto, che prevede pagamenti regolari e incondizionati alle persone, mira a fornire una rete di sicurezza finanziaria in un’epoca di rapide trasformazioni tecnologiche.
A sorpresa, nella terra dove la libera iniziativa individuale, la lotta con i coltelli per la sopravvivenza tramite sopraffazione dell’altro, è un credo religioso, si sta sviluppando un dibattito che trova ampia eco nella stampa progressista a partire dal Washington Post e dal New York Times. Proviamo a riasssumerne gli argomenti principali.
Diversi esperimenti sono stati condotti per valutare l’efficacia del reddito garantito. Tra questi, uno studio significativo è l’Unconditional Income Study, promosso da Sam Altman, CEO di OpenAI. Questo programma ha coinvolto 3.000 partecipanti in Texas e Illinois, offrendo a un terzo di essi 1.000 dollari al mese per tre anni.
I risultati di questo studio, attesi con impazienza, potrebbero fornire dati cruciali su come il reddito garantito influisce sul comportamento, i livelli di stress e le prospettive future dei beneficiari.
Negli Stati Uniti, la spesa mensile media per famiglia è di circa 5.102 dollari, secondo il Bureau of Labor Statistics. Questo include spese per alloggio, cibo, trasporti, assistenza sanitaria e altre necessità.

Confrontando questo dato con i 1.000 dollari al mese offerti da alcuni programmi di reddito garantito, emerge che questi pagamenti possono coprire una parte significativa delle spese essenziali, sebbene non siano sufficienti a sostituire completamente un reddito da lavoro.
Nonostante i risultati promettenti degli esperimenti, il consenso politico intorno al reddito garantito è frammentato. In Texas, il procuratore generale ha cercato di bloccare l’uso di fondi pubblici per un programma di reddito di base a Houston.
Simili divieti sono stati imposti in Iowa, Idaho e South Dakota, mentre in Arizona un veto del governatore ha impedito l’implementazione di tali programmi. Tuttavia, il movimento ha ottenuto alcune vittorie, come una proposta in Oregon che potrebbe portare a un programma di reddito di base finanziato da una tassa del 3% sulle aziende con fatturato superiore a 25 milioni di dollari.
La Silicon Valley ha giocato un ruolo cruciale nel portare avanti il movimento per il reddito garantito. Figure di spicco come Marc Benioff di Salesforce hanno criticato la mancanza di responsabilità sociale nella comunità tecnologica e hanno contribuito con donazioni significative per sostenere studi e programmi pilota. Tuttavia, c’è un dibattito in corso sul ruolo appropriato della Silicon Valley in questo contesto.
Alcuni sostengono che le aziende tecnologiche, avendo creato enormi ricchezze e prevedendo ulteriori cambiamenti economici dovuti all’intelligenza artificiale, abbiano una responsabilità speciale nel sostenere il reddito garantito. Altri temono che il supporto dell’industria tecnologica possa essere volatile o motivato da interessi propri, come la riduzione delle reti di sicurezza sociale o l’accelerazione dell’adozione dell’IA.
Il budget per lo studio del signor Altman è stato di 60 milioni di dollari. Ha assunto Elizabeth Rhodes, una studiosa con un dottorato congiunto in assistenza sociale e scienze politiche, per gestire lo sforzo, ha creato un’affiliata chiamata OpenResearch per ospitarlo e ha speso 14 milioni di dollari di tasca propria per finanziarlo.
Altri 10 milioni di dollari sono arrivati da OpenAI, 15 milioni dal fondo pubblico del signor Dorsey per il soccorso globale al Covid e 6,5 milioni da Sid Sijbrandij, uno dei fondatori della piattaforma software open source GitLab. Il resto è arrivato da fondazioni, sovvenzioni federali e donazioni personali e anonime.
Il dibattito sul reddito garantito riflette tensioni più ampie sulla giustizia economica e il ruolo del governo. Jennifer Loving, che dirige Destination: Home, ha esortato la Silicon Valley a usare il suo potere per fare lobbying per un reddito garantito su scala federale, sottolineando che il governo deve essere il principale attore in questo campo. Tuttavia, il sostegno della comunità tecnologica rimane essenziale per finanziare la ricerca e promuovere politiche innovative.
Alcuni sostenitori del movimento per il reddito di base, come Michael Tubbs, ex sindaco di Stockton, California, sottolineano l’importanza di implementare programmi su scala più ampia. Tubbs ha lanciato il primo progetto pilota di reddito garantito negli Stati Uniti nel 2019, offrendo $500 al mese a 125 residenti per due anni.
I risultati hanno mostrato che i beneficiari hanno migliorato la loro stabilità finanziaria, la salute mentale e la partecipazione alla comunità. Questo successo ha portato alla creazione di Mayors for a Guaranteed Income, un gruppo di oltre 40 sindaci statunitensi che promuovono politiche simili nelle loro città.
Il movimento per il reddito garantito è a un punto di svolta critico. Gli esperimenti condotti finora hanno dimostrato il potenziale di questa politica per stabilizzare le famiglie in difficoltà e offrire una maggiore sicurezza finanziaria.
Tuttavia, per trasformare questi risultati in politiche su larga scala, sarà necessaria una cooperazione tra governi, settore privato e società civile. La Silicon Valley, con le sue risorse e la sua influenza, può svolgere un ruolo decisivo, ma deve farlo con un impegno genuino verso la giustizia sociale e il benessere collettivo.
L’implementazione di un reddito garantito su scala nazionale potrebbe rappresentare una delle soluzioni più promettenti per affrontare le sfide economiche e sociali del 21° secolo, in particolare in un contesto di crescente automazione e disuguaglianze.
Mentre l’intelligenza artificiale e altre tecnologie avanzate continuano a trasformare il mercato del lavoro, il reddito garantito potrebbe fornire la stabilità necessaria per permettere alle persone di adattarsi a questi cambiamenti e prosperare in un mondo in continua evoluzione.


