Il Canale Funan-Techo in Cambogia tra espropri e interessi militari cinesi

Lunedì scorso, nei pressi di Phnom Penh, la capitale cambogiana, è stato inaugurata la costruzione del canale Funan-Techo, un progetto controverso. Questo canale, una volta terminato, attraverserà le province di Kandal, Takeo e Kampot, collegando il porto di Phnom Penh sul Mekong al Golfo della Thailandia.

Questo permetterà che in futuro gran parte delle importazioni ed esportazioni evitino il passaggio marittimo attraverso il porto vietnamita di Cai Mep, situato a sud di Ho Chi Minh City.

Il mega-progetto del canale fu ideato da Hun Sen, padre e predecessore dell’attuale premier Hun Manet. La data di inizio dei lavori, il 5 agosto, è stata scelta non a caso, coincidente con il 72° compleanno di Hun Sen.

Secondo il portavoce del governo, Fresh News, Hun Manet considera il Funan Techo Channel “un monumento vivente che simboleggia l’importanza storica e la grandezza dell’antico impero Funan, il primo riconosciuto precursore della moderna Cambogia.” Il regno di Funan, noto anche come “Terra d’Oro,” fu un potente impero tra il I e l’inizio del VII secolo d.C.

Documenti storici attestano l’esistenza di cinque canali a Funan, tra cui uno lungo 90 chilometri che collegava la capitale Angkor Borei (oggi provincia di Takeo) al porto di Ou Keo in Vietnam, attraverso cui commerciavano con Cina, India e persino l’Impero Romano.

Il nuovo canale avrà una lunghezza di 180 chilometri, una larghezza di 100 metri e una profondità di 5,4 metri, rendendolo navigabile per navi fino a 5.000 DWT (una misura della capacità di carico di una nave mercantile, ndr).

Il premier cambogiano Hun Manet, by Министерство обороны Российской Федерации is licensed under CC BY 4.0.

La conclusione dei lavori, che includerà anche la costruzione di dighe, chiuse e ponti, è prevista per il 2028. Molte persone che vivono lungo il percorso saranno costrette a lasciare le loro case e le loro terre.

Attualmente non è chiaro se i costi di costruzione, stimati in 1,7 miliardi di dollari, includano i risarcimenti. Secondo l’organizzazione cambogiana per i diritti civili Licadho il governo non ha annunciato alcun risarcimento per le persone che stanno perdendo la loro terra e le loro case.

In Cambogia, sotto il regime autoritario, non c’è critica pubblica al progetto, finanziato per il 49% dalla Cina e realizzato interamente da una società di costruzioni cinese. Dopo l’incarcerazione recente di attivisti ambientali, nessuno osa protestare nell’attuale clima politico, secondo la denuncia di Licadho. A luglio, dieci attivisti ambientali sono stati condannati a lunghe pene detentive per “pianificazione di atti criminali.”

Il progetto del canale Funan Techo solleva molte domande, data la mancanza di trasparenza sui costi stimati, sulla distribuzione dei finanziamenti, sull’impatto ambientale e sulla fattibilità economica decantata da Hun Sen e Hun Manet. Il governo mantiene questi dati segreti.

I vicini della Cambogia guardano con preoccupazione al progetto, percependo il prestigio del clan Hun Sen. Il Vietnam teme che il canale, alimentato dalle acque dei fiumi Mekong e Bassac, aggraverà i danni ambientali e agricoli nel delta del Mekong.

Questo delta, fondamentale per la produzione di riso e frutta del Vietnam, sta già soffrendo a causa delle dighe costruite sul corso superiore del fiume in Cina e Laos. Vi sono anche timori che il canale possa servire principalmente agli interessi militari cinesi.

“Funan Techo Canal Route” by EOBKR is marked with CC0 1.0.