L’India avrà una propria stazione nello spazio entro il 2035. L’annuncio del premier Modi
Diogenenews 27/02/2024: Presentando i quattro astronauti per la missione Gaganyaan dell’India, il primo ministro Narendra Modi ha affermato che l’India avrà una propria stazione nello spazio entro il 2035. Martedì il primo ministro ha esaminato i progressi della missione Gaganyaan presso il centro spaziale Vikram Sarabhai a Thiruvananthapuram. Dopo aver presentato gli astronauti, Modi ha dichiarato: “Entro il 2035, l’India avrà una propria stazione spaziale nello spazio che ci aiuterà a studiare le distese sconosciute dello spazio. In questo periodo di Amrit Kaal, l’astronauta indiano atterrerà sulla superficie della Luna con il nostro razzo”, riferisce l’agenzia Ani. “Sono felice di aver avuto oggi l’opportunità di incontrare questi astronauti e di presentarli davanti al paese. Voglio congratularmi con loro a nome dell’intero paese. Siete l’orgoglio dell’India di oggi”, ha detto il primo ministro. ha aggiunto: “Non sono solo quattro nomi o quattro esseri umani, sono i quattro poteri che porteranno le aspirazioni di 140 milioni di indiani nello spazio. Un indiano andrà nello spazio, dopo 40 anni. Questa volta, il momento è nostro, il conto alla rovescia è nostro e anche il razzo è nostro”. Il primo ministro ha visitato il centro spaziale Vikram Sarabhai a Thiruvananthapuram e ha inaugurato tre progetti: la struttura di integrazione PSLV (PIF) presso il centro spaziale Satish Dhawan, Sriharikota; nuovo “motore semi-criogenico integrato e impianto di prova in fase” presso il complesso di propulsione ISRO a Mahendragiri; e “Tunnel del vento trisonico” al VSSC, Thiruvananthapuram. (Diogenenews 27/02/2024)
La Cina supera gli Usa per numero di missioni diplomatiche nel mondo
Diogenenews 27/02/2024: Un recente studio del Lowy Institute, un think tank australiano, ha posizionato la Cina come la nazione con il maggior numero di missioni diplomatiche globali, superando di stretta misura gli Stati Uniti con 274 missioni contro le 271 statunitensi. Questa espansione riflette la crescente competizione geopolitica, soprattutto nell’area del Pacifico e dell’Asia, dove la presenza diplomatica è vista come un indicatore del tentativo di influenzare gli equilibri regionali. Tuttavia, esperti del settore, come Chong Ja Ian dell’Università Nazionale di Singapore e Josef Gregory Mahoney della East China Normal University, sottolineano che un maggior numero di missioni non implica automaticamente un aumento di potere o influenza effettiva. La distribuzione geografica delle missioni diplomatiche evidenzia le aree di interesse strategico per ciascuna superpotenza, con la Cina che si concentra sull’Africa, l’Asia orientale, il Pacifico e l’Asia centrale, mentre gli Stati Uniti mantengono una presenza più marcata in Europa, America del Nord e del Centro, e Asia meridionale. Questo scenario si inserisce in un contesto di intensificata competizione per l’influenza nel Pacifico meridionale, dove sia la Cina che gli Stati Uniti hanno recentemente rafforzato la loro presenza diplomatica, ad esempio aprendo ambasciate nelle Isole Salomone e a Tonga. L’azione diplomatica cinese ha anche influito sullo scenario di Taiwan, che ha visto un calo del riconoscimento internazionale a favore di Pechino, seguendo la politica di una sola Cina imposta dalla Repubblica Popolare. Nonostante ciò, Taipei mantiene 110 missioni all’estero, prevalentemente uffici commerciali e culturali non ufficiali. Il rapporto del Lowy Institute posiziona inoltre la Turchia e il Giappone rispettivamente al terzo e quarto posto per numero di missioni diplomatiche globali, evidenziando un panorama internazionale in cui la diplomazia gioca un ruolo cruciale nella competizione per l’influenza globale, anche se il semplice conteggio delle missioni non riflette necessariamente la capacità di un paese di esercitare tale influenza. (Diogenenews 27/02/2024)
Usa, vicini allo shutdown. Il Congresso ha tempo fino a venerdì per trovare un accordo
Diogenenews 27/02/2024: Il Congresso Usa si trova di fronte a un’imminente scadenza: deve raggiungere un accordo sulla spesa entro venerdì per evitare uno shutdown parziale del governo, situazione che si ripete per la quarta volta negli ultimi mesi. Finora, i legislatori hanno optato per soluzioni temporanee senza trovare un compromesso definitivo sui finanziamenti. Nonostante un accordo raggiunto a gennaio sul budget complessivo, le divisioni politiche e le richieste di spesa hanno impedito di finalizzare i finanziamenti per settori cruciali come agricoltura, energia, edilizia militare e altri. Con l’avvicinarsi di un’altra scadenza critica, la pressione aumenta per risolvere la situazione. La situazione è complicata dal cambio di leadership nella Camera, con il rappresentante Mike Johnson che cerca di mediare tra le richieste conservatrici e la necessità di approvare i finanziamenti. Le tensioni sono accresciute dalle richieste di alcuni repubblicani di includere priorità conservatrici nei disegni di legge sui finanziamenti, proposte che incontrano l’opposizione sia dei democratici che di molti repubblicani al Senato. Un possibile shutdown del governo avrebbe ripercussioni significative: la sospensione delle attività per i dipendenti federali non essenziali, il lavoro senza retribuzione per quelli considerati essenziali, e potenziali impatti su servizi cruciali per i cittadini, come l’assistenza alimentare e le ispezioni sulla sicurezza alimentare. In questo contesto di incertezza, i legislatori stanno lavorando per trovare una soluzione che possa prevenire lo shutdown, con la possibilità di annunciare un accordo sui finanziamenti nei prossimi giorni. Tuttavia, la minaccia di uno shutdown rimane reale, con le diverse fazioni politiche che valutano le proprie strategie in vista della scadenza. (Diogenenews 27/02/2024)
I Talebani in Afghanistan scoprono il cricket come arma diplomatica
Diogenenews 27/02/2024: Negli anni ’90, sotto il primo governo dei talebani, lo stadio principale di Kabul era noto per essere teatro di esecuzioni pubbliche più che di eventi sportivi. Tuttavia, dal loro ritorno al potere nel 2021, i talebani hanno espresso l’ambizione di fare dell’Afghanistan una potenza nel cricket mondiale, promuovendo lo sviluppo di uno stadio di cricket di livello internazionale e sostenendo la squadra nazionale maschile, che ha continuato a eccellere e sorprendere nel panorama internazionale. L’interesse dei talebani per il cricket può essere attribuito alla popolarità dello sport tra le comunità etniche pashtun, da cui il gruppo riceve un sostegno significativo, ma lo sport sta guadagnando appeal anche tra le altre etnie. Poco dopo il loro insediamento, Anas Haqqani, membro influente del governo talebano, ha visitato il consiglio afgano di cricket per riaffermare il sostegno del nuovo regime allo sport. Nonostante la guerra, Haqqani ha espresso ottimismo sul futuro del cricket in Afghanistan, una visione condivisa da molti, inclusi i soldati talebani e i cittadini che vedono nello sport un raro motivo di gioia e potenziale via d’uscita dalla povertà. La crescita del cricket, tuttavia, avviene in un contesto di sfide significative, inclusa la proibizione per le donne di praticare sport imposta dai talebani, che ha distrutto i sogni di molte atlete. Nonostante queste restrizioni e l’isolamento internazionale, il cricket afgano ha ricevuto supporto finanziario dall’International Cricket Council, che ha promesso di non penalizzare il consiglio di cricket afgano per il rispetto delle leggi del proprio governo, pur sostenendo il cricket femminile nel paese. Il cricket, quindi, non solo funge da collante sociale in un Afghanistan post-conflitto, ma rappresenta anche un campo di tensione tra le aspirazioni internazionali e le rigide politiche interne dei talebani, riflettendo le complesse dinamiche tra sport, politica e identità nazionale. (Diogenenews 27/02/2024)
“Terroristi part-time”: i dipendenti giapponesi screditano le loro imprese sui social
Diogenenews 27/02/2024: Il fenomeno del “terrorismo part-time” in Giappone, che vede alcuni dipendenti part-time, principalmente nel settore della ristorazione e dei minimarket, impegnati in comportamenti scorretti condivisi sui social media, ha sollevato preoccupazioni. Questi comportamenti, noti come “baito tero”, si distinguono dal “terrorismo del sushi” causato da clienti e riguardano azioni dannose dei lavoratori verso i prodotti alimentari. Un incidente notevole ha coinvolto un dipendente di Domino’s Pizza che ha compromesso l’igiene alimentare, stimolando la catena a scusarsi pubblicamente e a garantire misure preventive. Per contrastare questo fenomeno, le aziende giapponesi stanno adottando strategie diverse, incluso l’acquisto di “assicurazioni sulle spese per la reputazione” che coprono i danni derivanti da tali incidenti, inclusi i costi legali e la rimozione di contenuti online. La popolarità di queste polizze è in aumento, come dimostrano i dati di crescita degli abbonati. Le aziende stanno inoltre intraprendendo azioni legali contro i dipendenti responsabili, che possono affrontare conseguenze serie, incluse multe e reclusione, per i loro atti di “terrorismo part-time”. Queste misure mirano a proteggere la reputazione delle aziende e a mantenere gli elevati standard di igiene alimentare attesi dai consumatori giapponesi. (Diogenenews 27/02/2024)
Riprendono i negoziati di pace in Colombia tra governo ed ELN
Diogenenews 27/02/2024: Dopo giorni di incertezza, l’ELN e il governo guidato da Petro hanno rinnovato il loro impegno verso il processo di pace in Colombia, superando le difficoltà che spesso rallentano questi negoziati. Questa ripresa del dialogo rappresenta un ulteriore tentativo di convincere l’ELN, un gruppo armato da decenni, a intraprendere un percorso democratico e trasformarsi in un partito politico. A differenza dei tentativi dei precedenti cinque presidenti, l’ELN ora si trova di fronte a un ex guerrigliero, Petro, che comprende profondamente le motivazioni dietro la ribellione armata. I negoziatori hanno annunciato un incontro futuro a Caracas, Venezuela, evidenziando il ruolo del governo venezuelano come mediatore nel processo. Tuttavia, le recenti azioni repressive del Venezuela sollevano dubbi sulla sua dedizione alla democrazia, nonostante le aspettative create dagli accordi di Barbados e la revoca parziale delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. Nonostante questi ostacoli esterni, sia l’ELN che il governo colombiano affermano di compiere progressi. Un recente impasse è stato causato da un annuncio dell’ELN sui social media, che ha messo in dubbio il processo a causa di una presunta esclusione dai dialoghi regionali. Questo incidente ha temporaneamente interrotto il dialogo, nonostante gli accordi precedenti, come il prolungamento del cessate il fuoco e la creazione di un fondo per l’attuazione degli accordi di pace. Petro mira a concludere il dialogo di pace entro un anno, sostenendo il suo obiettivo di una “pace totale”. Tuttavia, alcuni ritengono che il processo possa estendersi oltre il suo mandato. Per facilitare i negoziati, Petro si affida a esperti come Iván Cepeda, María José Pizarro e Vera Grabe, oltre a Otty Patiño, un altro ex guerrigliero. L’equilibrio tra le esigenze di entrambe le parti è cruciale per il successo del processo. Con pochi risultati da mostrare finora, Petro ha un urgente bisogno politico di raggiungere un accordo. (Diogenenews 27/02/2024)
L’instabilità della corrente elettrica in Mozambico e i suoi riflessi sull’economia
Diogenenews 27/02/2024: Un’indagine ha rivelato che in Mozambico la mancanza di energia elettrica di riserva ha costretto la maggior parte delle piccole imprese a sospendere le attività durante le frequenti interruzioni di corrente, che possono variare da brevi momenti a periodi prolungati. Solo una piccola frazione di queste, il 10,05% dei panifici, ad esempio, aveva accesso a generatori diesel, e ancora meno, il 3,35%, poteva contare su forni a legna per mantenere la produzione attiva. Queste interruzioni influenzano significativamente i costi operativi, con il 68% delle imprese che spende fino al 14,7% dei propri ricavi in spese elettriche, e un ulteriore 32% che affronta costi ancora maggiori. L’accesso limitato al finanziamento, con l’82,4% delle imprese che non riesce a ottenere prestiti o finanziamenti, e la dipendenza da mercati locali, che riguarda l’80% delle attività, pongono ulteriori limiti alla crescita economica e all’espansione di questi business. Il settore agricolo, cruciale per l’economia e l’impiego nelle aree svantaggiate, risente particolarmente delle interruzioni energetiche. Nonostante le sue abbondanti risorse energetiche, il Mozambico esporta la maggior parte dell’energia prodotta verso paesi vicini, lasciando la propria popolazione a lottare con la povertà energetica, aggravata da eventi meteorologici estremi e cambiamenti climatici che causano perdite annuali significative al PIL nazionale. (Diogenenews 27/02/2024)
I pediatri italiani e la protezione dei bambini dalle polveri sottili
Diogenenews 27/02/2024: L’elevata presenza di polveri sottili e altri inquinanti nella pianura padana ha suscitato preoccupazione tra il pubblico, soprattutto tra i genitori, riguardo agli impatti sulla salute dei bambini. La Società Italiana di Pediatria (Sip), basandosi su studi scientifici, ha chiarito gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute infantile e suggerito come individui possano proteggere i più piccoli e contribuire alla riduzione dell’inquinamento adottando pratiche sostenibili. La Sip sottolinea l’importanza di comportamenti responsabili per mitigare l’inquinamento e promuovere la salute, evidenziando che le istituzioni devono guidare con programmi di salute pubblica, ma l’azione individuale è cruciale. La ricerca indica una correlazione significativa tra l’inquinamento atmosferico, soprattutto dal traffico, e problemi respiratori nei bambini, che sono più esposti agli inquinanti rispetto agli adulti a causa della loro maggiore vulnerabilità, abitudini respiratorie e tempo trascorso all’aperto. Gli effetti negativi dell’inquinamento possono essere sia acuti, legati a brevi periodi di alta esposizione, sia cronici, dovuti a esposizioni prolungate a concentrazioni di inquinanti più basse. L’esposizione prenatale a particolato e ossidi di azoto aumenta il rischio di sviluppare asma nei bambini. Un’attenzione particolare va ai primi mille giorni di vita, dal concepimento ai due anni, un periodo cruciale per l’impatto a lungo termine degli inquinanti ambientali sulla salute individuale. Per tutelare i bambini e ridurre l’inquinamento, la Sip raccomanda di limitare il transito in aree trafficate, preferire spostamenti a piedi, in bici o con mezzi pubblici, uscire nelle ore più calde in inverno e nelle ore più fresche in estate, mantenere una guida moderata e spegnere il motore quando fermi. Si suggerisce inoltre di adottare misure ecologiche in ambito condominiale. Ulteriori informazioni e consigli sono disponibili sul sito della Sip. (Diogenenews 27/02/2024)
Sbarcati 4441 migranti sulle coste italiane dal primo gennaio
Diogenenews 27/02/2024: Dall’inizio dell’anno, 4.441 migranti sono giunti sulle coste italiane, un numero inferiore rispetto ai 14.428 dello stesso periodo dell’anno precedente e ai 5.345 del 2022, secondo i dati forniti dal Ministero degli Interni fino alle ore 8 di questa mattina. Solo sabato, sono stati registrati 41 nuovi arrivi, portando il totale di febbraio a 2.183. A confronto, febbraio dell’anno scorso aveva visto l’arrivo di 9.465 persone, mentre nel 2022 il numero era stato di 2.439. Tra i migranti sbarcati in Italia nel 2024, i bengalesi rappresentano il 22% con 976 individui. Seguono i siriani con 747 persone (17%), i tunisini con 681 (15%), gli egiziani con 496 (11%), i pakistani con 244 (6%), gli eritrei con 214 (5%), gli etiopi con 174 (4%), i sudanesi con 134 (3%), i guineani con 109 (2%) e i gambiani con 66 (1%). Inoltre, 600 individui (14%) provengono da altre nazionalità o sono ancora in attesa di identificazione. Ad oggi, il numero di minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia via mare ammonta a 520, con un incremento significativo rispetto agli anni precedenti: 17.862 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017. Questi dati, aggiornati al 26 febbraio, evidenziano le variazioni annuali nel fenomeno migratorio verso l’Italia. (Diogenenews 27/02/2024)
In Sicilia record della povertà sanitaria, riguarda oltre centomila famiglie
Diogenenews 27/02/2024: La situazione di povertà sanitaria in Sicilia sta conoscendo un preoccupante incremento, come sottolineato dal Banco Farmaceutico. Durante l’ultimo anno, 35.331 persone hanno ricevuto assistenza da enti di beneficenza, con un picco di 17.765 casi registrati a Palermo e dintorni. Nonostante nel 2023 le 290 farmacie partecipanti abbiano raccolto 28.974 pacchi di farmaci, di cui 11.021 a Palermo, questo ha soddisfatto solo il 46,8% del fabbisogno complessivo, scendendo al 38,4% nella provincia di Palermo. Secondo le stime della Svimez, circa 100.800 famiglie siciliane vivono in condizioni di povertà sanitaria, che riguarda quasi 300.000 persone. Questo aumento è dovuto sia alla crisi economica, che incide particolarmente sull’acquisto di medicinali da parte degli anziani sopra i 75 anni, sia all’incremento dell’esclusione sociale, che ha portato a un aumento dei senzatetto. Di conseguenza, i Comuni richiedono un intervento sempre maggiore da parte degli enti di assistenza per la cura di queste persone, le quali spesso evitano di accedere ai servizi sanitari pubblici. Quest’anno assume particolare rilevanza la 24esima edizione della Giornata di raccolta del farmaco, con 310 farmacie siciliane coinvolte, 104 delle quali a Palermo. Roberto Tobia, da Federfarma, ha fatto appello alla solidarietà dei cittadini per donare farmaci necessari a chi è privato dell’accesso alle cure. La Svimez segnala che, a livello nazionale, 1,6 milioni di famiglie, con oltre 100.000 in Sicilia, sono escluse dalle cure mediche essenziali. L’iniziativa sostiene enti come la missione Speranza e Carità di Biagio Conte, l’istituto Villa Nave e la Caritas, e vede il contributo dei farmacisti anche sul piano finanziario verso il Banco Farmaceutico. Chiara Giuffrè, dell’Ordine dei Farmacisti di Palermo, ha evidenziato l’aumento delle farmacie partecipanti, frutto di un impegno costante nel promuovere la consapevolezza su questa problematica sociale, specialmente nelle zone più povere. (Diogenenews 27/02/2024)


