Un post virale diffuso su X e Telegram poco prima delle elezioni nella germania Est, dove ha trionfato l’estrema destra neonazista dell’Afd, sosteneva che circa il 12% della popolazione adulta in Germania non sa leggere o scrivere correttamente.
Questo dato proviene dallo studio “LEO 2018 – Living with Low Literacy”, che ha esaminato circa 7.200 persone tra i 18 e i 64 anni. Lo studio ha rilevato che 6,2 milioni di adulti tedeschi hanno gravi difficoltà con la lettura e la scrittura, un miglioramento rispetto ai 7,5 milioni registrati nel 2011.
Tuttavia, i post associano erroneamente, in maniera strumentale, questi numeri all’arrivo dei migranti, quando invece lo studio non include nuovi immigrati o persone in alloggi per rifugiati.
Lo studio fa una distinzione importante tra diversi livelli di alfabetizzazione: le persone con bassi livelli di alfabetizzazione possono riconoscere lettere e parole, ma hanno difficoltà a comprendere testi più complessi.
Il 52,6% di coloro con scarse competenze ha il tedesco come lingua madre. A livello europeo, la Germania si colloca nella media, con un 12% di popolazione scarsamente alfabetizzata, mentre nei Paesi dell’OCSE la media è del 19,8%.
Secondo dati del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca tedesco, tra il 2015 e il 2020 circa 1,7 milioni di rifugiati hanno partecipato a programmi di alfabetizzazione e corsi di integrazione linguistica.
Il rapporto pubblicato dall’Istituto per la Ricerca sul Lavoro (IAB) nel 2021 rileva che l’alfabetizzazione tra i migranti varia significativamente a seconda dell’origine geografica e dell’accesso all’istruzione nel paese di provenienza.

Circa il 40% dei rifugiati provenienti da paesi in conflitto, come Siria e Afghanistan, ha segnalato una scarsa o assente alfabetizzazione, mentre altri migranti, provenienti da paesi più sviluppati, mostrano livelli di alfabetizzazione simili a quelli dei cittadini tedeschi.
L’inclusione di migranti nel sistema educativo tedesco ha mostrato un impatto positivo, con circa il 60% di loro che, entro cinque anni dall’arrivo, ha completato un programma di alfabetizzazione funzionale.
In parallelo, un dibattito simile riguarda i dati diffusi in Austria, dove si afferma che il 70% dei rifugiati ha bisogno di alfabetizzazione. Tuttavia, anche in questo caso, il dato è spesso interpretato in modo errato, poiché si riferisce sia a persone che non hanno mai appreso a leggere nella propria lingua madre, sia a coloro che stanno imparando una seconda lingua con un sistema di scrittura diverso.
L’estrema destra tedesca, in particolare movimenti come Alternative für Deutschland (AfD), ha spesso sfruttato questi dati per rafforzare sentimenti di xenofobia e alimentare una narrativa anti-immigrazione.
Utilizzando dati parziali o interpretazioni distorte, come il caso del 12% di analfabetismo, hanno associato in modo scorretto l’alto numero di migranti con una presunta responsabilità nella diffusione dell’analfabetismo in Germania.
La strategia retorica dell’AfD si basa sulla presentazione dei migranti come un peso per il sistema educativo e sociale, suggerendo che l’arrivo massiccio di persone con bassa scolarizzazione aggravi le sfide già esistenti per la popolazione tedesca.
In realtà, i dati mostrano che l’analfabetismo è un problema diffuso anche tra i cittadini tedeschi, con più della metà di quelli con basse competenze alfabetiche che hanno il tedesco come lingua madre. Tuttavia, la destra estrema non considera questo aspetto, puntando invece a polarizzare l’opinione pubblica attraverso una visione distorta della realtà.
L’impatto di questa retorica si è visto nelle elezioni regionali e nelle aree economicamente più fragili del Paese, dove l’AfD ha guadagnato consensi grazie alla promessa di politiche anti-immigrazione e alla demonizzazione degli stranieri come responsabili di problemi sociali come l’analfabetismo.



