La situazione abitativa a Madrid continua a peggiorare a causa della carenza di edilizia popolare e delle normative sugli affitti a lungo termine. Un pensionato di 62 anni, trasferitosi dalla provincia di Jaén per curare un tumore alla gola, si è trovato impossibilitato a permettersi un affitto nella capitale e ha trascorso tre anni dormendo per strada. Recentemente, grazie a un ente di beneficenza che ha reso nota la sua situazione, ha finalmente trovato una sistemazione temporanea.
La crisi abitativa ha visto un aumento del 24% del tasso di senzatetto dal 2012, con circa 28.000 persone senza casa. Secondo un rapporto della Banca di Spagna, quasi il 45% degli affittuari è a rischio povertà o esclusione sociale, il tasso più alto in Europa. La situazione è esacerbata dalla crescente popolarità degli affitti a breve termine su piattaforme come Airbnb, che sottraggono appartamenti al mercato degli affitti a lungo termine, alimentando le proteste.
Secondo la Commissione europea, negli ultimi dieci anni il fenomeno dei senzatetto è aumentato notevolmente in tutta Europa, ma la portata del problema in Spagna è mascherata dal fatto che i giovani spagnoli scelgono di vivere con i genitori più a lungo.
La carenza di edilizia popolare è significativa: solo l’1,5% delle case in Spagna rientra in questa categoria, contro una media europea del 9%. La domanda di abitazioni supera di gran lunga l’offerta: circa 40 persone rispondono a ogni annuncio di affitto a Madrid. Il governo socialista ha annunciato un piano per costruire 184.000 nuove unità abitative nei prossimi tre anni, ma la Banca di Spagna stima che sarebbero necessarie 1,5 milioni di case per raggiungere la media europea.
Anche se la costruzione di nuove case prosegue, il ritmo attuale di 90.000 unità all’anno è insufficiente per soddisfare la domanda. Le organizzazioni benefiche stanno cercando di colmare parte di questo vuoto collaborando con il capitale privato. Un fondo di investimento sociale, Techo, fornisce appartamenti in affitto a ONG che lavorano con i senzatetto, offrendo prezzi inferiori del 30% rispetto al mercato.
La concorrenza per gli affitti privati è feroce, con molti proprietari che preferiscono affitti a breve termine, più redditizi e meno regolamentati. Questo ha portato a una riduzione del 15% nell’offerta di affitti a lungo termine in un anno, mentre gli affitti per turisti sono aumentati del 56%.
La crisi colpisce duramente anche i pensionati. Una pensionata di 67 anni ha ricevuto un mese di preavviso per lasciare il suo appartamento a Lavapiés, venduto a un fondo argentino che lo trasformerà in affitti turistici. Situazioni simili stanno spingendo molte persone a lasciare Madrid, con città come Cadice che cercano di limitare o eliminare gradualmente gli affitti per le vacanze per proteggere i residenti locali.
Il problema è così acuto che persino squadre di calcio locali sono intervenute per prevenire sfratti, come nel caso di un’anziana di 88 anni che ha rischiato di perdere la sua casa a causa della pressione del mercato turistico.
In sintesi, la crisi abitativa a Madrid continua a peggiorare, spingendo molti residenti a cercare soluzioni temporanee mentre il governo e le organizzazioni benefiche cercano di trovare risposte a lungo termine.



